Rinascita creativa: come una camicia può diventare un’opera d’arte

Scopri come l'Atelier del riuso promuove la moda sostenibile attraverso il riciclo creativo.

Un’iniziativa per l’ambiente e la creatività

Nel cuore di Bolzano, l’Atelier del riuso si erge come un faro di speranza e creatività. Fondato nel 2019 da Gianna Dessì e Cinzia Mataloni, questo laboratorio non è solo un luogo di lavoro, ma un vero e proprio movimento dedicato alla salvaguardia dell’ambiente e alla promozione dell’economia circolare. Con l’iniziativa “C’era una volta una vecchia camicia”, l’atelier invita i partecipanti a trasformare capi dismessi in opere d’arte uniche, dando nuova vita a ciò che altrimenti sarebbe stato scartato.

Moda sostenibile: un tema attuale

Quest’anno, l’Atelier del riuso ha deciso di aderire a “M’illumino di meno”, la campagna di Rai Radio 2 dedicata al risparmio energetico e agli stili di vita sostenibili. Con il tema della moda sostenibile scelto per il 2025, l’atelier si pone come obiettivo quello di combattere la fast fashion, promuovendo un approccio più consapevole e responsabile nei confronti dell’abbigliamento. La sfida è chiara: trasformare una vecchia camicia da uomo in un capo unico, in linea con la filosofia di Gianna Dessì, che sostiene che “buttare è poco creativo”.

Un mercatino solidale per il riuso

Oltre ai workshop, l’Atelier del riuso ospita un mercatino solidale dell’usato, dove vestiti e accessori selezionati vengono venduti in cambio di un’offerta. Questa iniziativa non solo promuove il riuso, ma sostiene anche cause umanitarie locali, come il Dormizil per i senzatetto e i buoni pasto per le famiglie bisognose. In cinque anni, il gruppo di donne che gestisce l’atelier ha organizzato oltre trenta eventi, dimostrando come il passaparola e la solidarietà possano creare un impatto significativo nella comunità.

Un ciclo virtuoso di solidarietà e sostenibilità

Il lavoro dell’Atelier del riuso è un esempio lampante di come il riuso possa contribuire a un ciclo virtuoso. Non solo si salvaguarda l’ambiente, ma si promuovono anche gesti di solidarietà. Le offerte ricevute per i capi usati servono a finanziare iniziative locali, creando un legame profondo tra creatività, sostenibilità e aiuto reciproco. Le interviste a Gianna Dessì, Cinzia Mataloni e Giuliana Bolego, che coordinano l’atelier, rivelano la passione e l’impegno che animano questo progetto, rendendolo un modello da seguire per chi desidera contribuire a un futuro più sostenibile.

Scritto da Redazione

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